FUORI E DENTRO IL CAMPO   
 
 
                   
                                   Larry Bird                       ...il riccio                                    Poz & Baso con l'Argento Olimpico 
 
 
Alcuni brani che tracciano l'idea della persona e del giocatore, tratti dal libro "BASILE Uno di noi", dove Gianluca si racconta all'addetto stampa della Fortitudo, Michele Forino
 
"Ecco cosa ricordo di più dell'infanzia, aver sempre visto mio padre che si spaccava la schiena per noi. Che lavorava la mattina nei campi e la sera insegnava a scuola a Barletta, per non farci mancare niente. Credo di aver preso da lui la mia mentalità sul lavoro, trasferendola su un campo da basket" 
 
"Il mio primo canestro...di quelli mobili, con un palo appoggiato su una base e un mini-tabellone attaccato al cerchio di ferro. Quando poi mio padre si accorse che me la cavavo abbastanza bene e mi piaceva particolarmente quel gioco, me ne comprò uno più grande, con il palo piantato in una base di cemento e l'altezza regolabile. Ma al mio primo canestro sono rimasto particolarmente affezionato: d'estate ci giocavo in giardino, ma d'inverno me lo portavo anche in casa, non sapevo rinunciarvi..." 
 
Dall'età di quindici anni, oltre a giocare con le giovanili fu chiamato ad allenarsi con la prima squadra [n.d.r. alla A.S.Ruvo], che militava in Promozione sotto il coach Luigi Leonardelli. Furono gli anni del salto di qualità, per lui. 
(...)Dopo un anno di panchina in Promozione, senza mai toccare il campo, le cose cambiarono radicalmente. La società decise di valorizzare i propri giovani, affidò la squadra ad un nuovo coach, Luigi Denni. Così a 16 anni Gianluca si trovò improvvisamente titolare: diventando in un attimo il miglior realizzatore di tutto il campionato, a 20 punti di media, giocando guardia. Quei due anni in Promozione furono anche quelli dei primi contati con la Serie A. Perchè più volte Gianluca, insieme a qualche suo compagno e ad un dirigente della squadra, andò infatti a Caserta, affrontando i 200 chiometri di strada per poter vedere all'opera la Phonola. 
"Ricordo le finali del 1991 contro la Philips Milano, quando Caserta conquistò lo scudetto: andammo a vedere gara 4, ma arrivati a Caserta non si trovavano più biglietti e i bagarini chiedevano 70 mila lire. Decidemmo di desistere, erano troppo cari, ma improvvisamente vedemmo passare il pullman che portava la Philips al palazzo dello sport, vidi Riva attraverso il vetro e...scattò qualcosa in me. Così convinsi i miei amici e comprammo i biglietti." 
 
L'anno del militare nel corpo dei Carabinieri a Firenze coincide con il suo primo anno nella neopromossa Pallacanestro Reggiana: 
"Spesso facevo il turno del mattino dalle 7 alle 13, quindi correvo a prendere il pullman per la stazione, andavo in treno a Bologna, cambiavo per Reggio Emilia e, dopo due ore di viaggio, arrivavo all'allenamento. Quindi rifacevo tutto il viaggio di ritorno, e se mi capitava il turno di notte, entravo direttamente in servizio all'una fino alle sette del mattino." 
 
(...to be continued)